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Palermo – Südtirol 3 – 0 LE PAGELLE / Pohja e Le Douaron, sentenze. Ranocchia e Palumbo bene

Mostruosa prova di forza: è un Palermo da applausi a scena aperta. Vittoria schiacciante, vertice della classifica ancora più vicino (due punti rosicchiati al Frosinone), 14esimo risultato utile consecutivo, ottava vittoria interna consecutiva (record storico) e quinta partita consecutiva con tre gol all’attivo. Il tutto contro una formazione, il Südtirol, che non avrà il ‘nome’ altisonante ma si è dimostrata in forma come ci si aspettava, dal momento che aveva fatto 17 punti nelle ultime sette gare (cinque vittorie e due pari).

Gli episodi hanno girato per il verso giusto (paratona di Joronen sullo 0 a 0 e rigore controverso ma non certo scandaloso). Il Palermo ha fatto di tutto per vincerla fin dal primo minuto, giocando con straordinaria aggressività, con automatismi, con voglia e con il giusto cinismo. E con la capacità di chiuderla a inizio di ripresa, come sta facendo da un po’ di tempo a questa parte.

È la vittoria di Inzaghi, indiscutibilmente. Ancora mette in campo la formazione con cui ha tirato avanti per tre mesi, rinunciando agli innesti del calciomercato, che certamente saranno più utili in futuro. Le Douaron che ‘supera’ Johnsen o Peda che vince la concorrenza con Magnani sono delle ‘scommesse vinte dall’allenatore, che già da un paio di settimane, nelle sue esternazioni della vigilia, ha cambiato ritornello, sentendosi sicuro al 100% della forza di questa squadra.

Annotazione curiosa: è diminuito il numero degli spettatori presenti al “Barbera”, in modo quasi inversamente proporzionale ai risultati. Non comprendiamo perché.

PALERMO: Joronen 7,5; Peda 7, Bani 6,5 (dal 9′ s.t. Magnani 6,5), Ceccaroni 7; Pierozzi 6,5 (dal 20′ s.t. Gyasi 6), Segre 7, Ranocchia 7,5 (dal 35′ s.t. Blin s.v.), Augello 6,5; Palumbo 7,5, Le Douaron 7,5 (dal 20′ s.t. Johnsen 6); Pohjanpalo 7 (dal 35′ s.t. Corona s.v.).

SÜDTIROL: Adamonis 5; El Kaouakibi 5,5, Veseli 5,5 (dal 33′ s.t. Mancini s.v.), Bordon 5; Molina 5,5, Tait 6 (dal 20′ s.t. Crnigoj s.v.), Frigerio 5,5 (dal 20′ s.t. Tronchin s.v.), Casiraghi 6 (dal 37′ s.t. Verdi s.v.), S. Davì 6; Merkaj 5,5, Pecorino 5 (dal 20′ s.t. Tonin 5,5).

Joronen 7,5: Quando qualcuno parlerà di vittoria netta e comoda, vada a ripensare alla parata che compie su tiro ravvicinato di Casiraghi sullo 0 a 0: è uno dei momenti cardine di questa giornata e non è nemmeno una novità per un portiere che ha subito solo un gol nella prima mezz’ora di tutte le partite giocate. La sua non è stata una giornata semplice, in un paio di occasioni è stato graziato dalla scarsa mira degli avversari. Ma il secondo tempo lo trascorre… davanti alla tv.

Peda 7: Inzaghi pesca bene dal mazzo, scegliendo lui nel gruppo in cui c’erano Bereszynski e Magnani. Fiducia ripagata, il polacco è sempre molto attento in marcatura senza neanche bisogno di ricorrere al fallo. Tra i plus di giornata anche il recupero di palla in zona avanzata che propizia il gol di Le Douaron.

Bani 6,5: Partita di sostanza. Di testa le prende quasi tutte lui e ha il buon senso della posizione, che lo aiuta nei frangenti più delicati. Nel primo tempo solo una sbavatura, quando tutta la difesa resta sorpresa dall’inserimento di Casiraghi. Sul 3 a 0 esce, così riposa un po’ anche lui.

(dal 9′ s.t. Magnani) 6,5: Inzaghi lo aveva detto alla vigilia, aveva un po’ forzato i tempi del recupero e così lo lascia in panchina, ma lo mette dentro a gara virtualmente chiusa per fargli completare il rodaggio. Schierato al centro – suo ruolo naturale – diventa subito importante per una chiusura provvidenziale in area. Si segnala anche per un bel lancio lungo a pescare Johnsen.

Ceccaroni 7: Guardingo, occupa il suo tradizionale ruolo di braccetto sinistro senza lasciarsi attrarre dalla possibilità di qualche avventura in avanti per tutto il complicato primo tempo. Non è un difetto, il Südtirol è sempre piuttosto minaccioso, sta bene atleticamente quanto il Palermo e non è il caso di scoprirsi, soprattutto dopo il doppio vantaggio. Nella ripresa si preoccupa di chiudere la gara, il suo inserimento da sinistra è chirurgico, il passaggio di Ranocchia è al bacio, la conclusione non è stilisticamente perfetta ma il pallonetto effettuato con la tibia vale il 3 a 0 della serenità.

Pierozzi 6,5: Partita continua e senza picchi particolari. Non perde il duello sulla fascia con Davì ma nemmeno lo vince. Anche lui resta spesso nella propria metà campo. Centellina gli interventi con sapienza. E anche Inzaghi lo centellina, risparmiandogli l’ultima mezz’ora.

(dal 20′ s.t. Gyasi) 6: Non è colpa sua se la partita è già finita e il suo è solo un gettone di presenza utile.

Segre 7: Si procura il discusso rigore del vantaggio grazie all’intervento del Var, che corregge l’arbitro che l’aveva ammonito per simulazione. Al di là della valutazione arbitrale, è un’azione che rappresenta bene la partita di Segre, sempre a caccia del pallone anche quando l’impresa sembra disperata, che corre all’impazzata, recupera molti palloni e trasmette entusiasmo. Potrebbe anche segnare il gol del 4 a 0 ma non è adeguatamente reattivo.

Ranocchia 7,5: Da segnalare, con piacevole stupore, che inquadra la porta due volte consecutivamente, in apertura di partita, costringendo il portiere avversario a due parate non semplici. E segna un 4 a 0 da favola (tiro da fuori area di controbalzo all’incrocio) che l’arbitro annulla per precedente fallo di Pohjanpalo. L’impressione è che si stia allenando tanto su questo fondamentale su cui aveva mostrato lacune. Aggiungiamoci anche una buona partita per quantità e qualità, con un “focus” sull’assist per Ceccaroni: lancio di 30 metri con il contagiri.

(dal 35′ s.t. Blin) s.v. Entrare in campo ogni tanto gli può solo far bene.

Augello 6,5: Si appoggia molto su Le Douaron e non è un caso che anche stavolta il Palermo manovri soprattutto sulla fascia sinistra. La sua prestanza fisica si fa sentire, rispetto ad altre gare stavolta è meno prolifico nei cross da buona posizione. Ne mette uno in mezzo nel secondo tempo e per poco non arriva il 4 a 0. Nel finale prova anche a mettere la firma con il suo mancino ma il portiere para.

Palumbo 7,5: Colpisce la sua disponibilità a fare il ‘muratore’ qualunque. Quando la gara richiede più manovali che ingegneri e lui si adegua senza problemi. Sotto questo profilo resta memorabile come ‘arrocca’ il pallone in tribuna in fase di interdizione verso la fine del primo tempo. Ma anche nella versione “di quantità” – ha corso tantissimo – la sua prestazione è ben oltre la sufficienza. Quando la gara è virtualmente vinta, si lascia andare anche a giocate delle sue.

Le Douaron 7,5: Quando segna lui il Palermo vince: è una sentenza. Realizza il 2 a 0 con un tiro dalla distanza, non forte ma angolato, che beffa Adamonis. Quinto gol stagionale, in molti avrebbero sottoscritto un simile bottino. Ma la rete non è tutto, piace al pubblico (e ovviamente anche a Inzaghi, che lo ha schierato titolare) la quantità di palloni che insegue e la disponibilità che offre ai compagni: a tratti sembra l’asinello che trascina il carretto siciliano. E, a scanso di equivoci, è una metafora affettuosa e non sarcastica.

(dal 20′ s.t. Johnsen) 6: Anche per lui prosegue il rodaggio. Per come ragiona Inzaghi, la panchina non è nemmeno un evento riduttivo. Quando entra la partita è già in freezer. Non ha la cattiveria giusta quando Magnani lo pesca in attacco e non riesce a concludere.

Pohjanpalo 7: Continua a trasformare i rigori con grande personalità e freddezza: il portiere intuisce ma il tiro è troppo angolato. E sono diciassette. È la firma a una partita in cui conferma di avere esplosività fisica in esubero, sempre pronto ad aggredire l’avversario con la palla e anche disponibile al dialogo con i compagni.

(dal 35′ s.t. Corona) s.v.: Piccoli spezzoni che lo aiuteranno a crescere e a sentirsi protagonista.

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Fonte: StadioNews24

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Redazione

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